Priolo Gargallo. Un paese dimenticato

 

Priolo Gargallo è un comune di 12.172 abitanti della provincia di Siracusa in Sicilia.

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Una bellezza paesaggistica, monumentale e storica; un paese ricco di risorse e di pregi che purtroppo sono stati cancellati dalla malvagità consapevole dei BIG!

La nascita del polo petrolchimico più grande d’Europa, se da un lato può considerarsi un obbiettivo importante per la regione siciliana ha però prodotto sin dall’inizio, in tempi piuttosto brevi, una serie di problemi anche a causa dell’assenza di consapevolezza ecologica, in generale nella società, e di leggi a tutela della salute delle popolazioni a contatto con le aree industriali.

 

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L’indiscriminato scarico di sostanze inquinanti nell’atmosfera, nel sottosuolo e nel mare ha finito col provocare uno squilibrio ecologico dell’intera area e del mare. Veri e propri disastri ambientali sono stati accertati o scoperti solo a grande distanza di tempo; è avvenuto l’inquinamento delle falde acquifere dell’area circostante ma anche il loro progressivo abbassamento a causa del pompaggio ininterrotto per gli impianti di raffreddamento. D’altra parte la Legge Merli, sull’inquinamento dei corpi idrici, fu emanata solo nel 1976.

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La mancanza o carenza di normative di sicurezza fu anche concausa di incidenti, a volte anche ravvicinati, con incendi e esplosioni disastrose, emissioni improvvise di nubi maleodoranti e stranamente colorate. Quando vennero resi noti i pericoli legati all’amianto, la fabbrica Eternit alle porte di Siracusa venne chiusa senza prevedere a carico della società proprietaria la bonifica ambientale.

Molte cose non sarebbero avvenute senza i ritardi o le carenza della pubblica amministrazione; la legge 615 del 13 luglio 1966, cosiddetta anti smog, ebbe il suo regolamento attuativo solo nel 1971 ma i comuni dell’area, Augusta, Siracusa e Melilli vennero inseriti nella tabella A di pericolosità solo nel biennio 1975-76.

Studi ordinati in seguito a processi sulla mortalità ad Augusta per cause tumorali hanno evidenziato, per il periodo dal 1951 al 1980, il seguente aumento della mortalità rispetto alla media: tra 1951-55, dell’ 8,9%, tra 1976-80 del 23,7% per raggiungere punte del 29,9% nel 1980 con prevalenza di tumore polmonare nei maschi.

L’Ufficio di Medicina del Lavoro di Messina ha riscontrato nelle urine dei lavoratori della ditta Coemi, addetti all’impianto cloro-soda, concentrazioni di mercurio molto al di sopra del limite massimo consentito.

Dal 1980 ad Augusta cominciano le prime segnalazioni di nascita di bambini malformati: in quell’anno su 600 nati si ebbero 13 bambini con malformazioni congenite di diverso tipo, di cui sette non sono sopravvissuti. Dal 1980 al 1989 la percentuale dei nati malformati ad Augusta è stata dell’1,9% contro una media nazionale dell’1,54% e una percentuale per l’Italia meridionale dell’1,18%.

Nel decennio successivo, dal 1990 al 2000, la percentuale ad Augusta aumenta fino ad una media dell’intero decennio del 3,18% con un picco nell’anno 2000 con il 5,6% dei nati malformati. Ad Augusta risulta un eccesso anche delle malformazioni genitali: negli anni 1980-1989 interessavano il 214 per mille dei nati (quando la media nazionale era del 100 per mille), mentre nel decennio 1990-2000 i casi sono aumentati al 303 per mille. In particolare, tra le malformazioni dell’apparato genitale, l’ipospadia nel periodo 1990-1998 in Augusta ha interessato il 132 per mille dei nati, contro un 79 per mille nella Sicilia Orientale.

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Oltre al non-lavoro, il Petrolchimico ha prodotto molteplici incidenti sul lavoro per le persone coinvolte:

  • Il 25 gennaio 1959 Presso la RA.SI.OM Muore operaio delle Nazioni Unite per le ustioni riportate Durante i Lavori di Manutenzione di Una colonna.
  • Il 29 settembre 1965 alla S.IN.CAT esplode un Serbatoio di acido solforico provocando la morte di causa lavoratori.
  • Il 4 agosto 1971 Durante Una Fase di Carico di benzina SI incendiano a causa navi al pontile ESSO. Moriranno sei PERSONE e diversi Feriti, Il Pontile Verra distrutto.
  • Il 23 novembre 1971 alla raffineria ESSO Durante Una bonifica sei operai rimangono intossicati da piombo tetraetile. Alcuni di Essi moriranno in ospedale.
  • Nella notte di tra il 23 e il 24 novembre 1971 alla S.IN.CAT un incendio Causa quattro Feriti.
  • Il 7 agosto 1973 Nello Stabilimento della Liquichimica un operaio Muore intossicato da vaporizzazione di acido solforico .
  • Nella notte del 12 novembre 1979 alla Montedison un’esplosione Causa Tre Morti e Feriti dovuto.
  • Il 19 maggio 1985 l’esplosione all’ICAM di causa serbatoi di etilene E Causa di un grave, incidente: 2 Feriti ed un morto per infarto.
  • Il 25 maggion 1985 Durante i Lavori di Manutenzione Di Una colonna alla RA.SI.OM Muore operaio delle Nazioni Unite per le ustioni riportate.
  • Il 19 gennaio 1988 delle Nazioni Unite incendio allo Stabilimento Enichem Causa un morto.
  • Il 30 aprile 2006 ONU tomba incendio SI verifica alla raffineria ERG ISAB Impianti Nord di Priolo per la fuoriuscita di Idrocarburi. L’incendio di vaste Proporzioni provocazione il ferimento di alcuni Vigili del Fuoco. L’Area interessata viene sottoposta a sequestro disposto Dalla Procura della Repubblica di Siracusa per l’accertamento delle cause.
  • 13 ottobre 2008 esplosione in un turbogas Presso la Isab Energy, un operaio Ferito.
  • Il 5 novembre 2008 Una fuga di anidride solforica all’ERG provocazione l’intossicazione di venti operai.
  • Il 7 novembre 2008 Durante le operazioni di Carico in Una nave cisterna, centinaia di litri di olio COMBUSTIBILE finiscono in mare nel pontile della raffineria ISAB 19 ERG nord.
  • Il 9 giugno 2011 Presso l’Impianto TAS della ERG Nord avviene un’esplosione; Segue l’incendio di Una vasca di deoleazione. L’esplosione ferisce in Maniera non grave, tre operai di Una ditta Esterna.
  • Il 20 dicembre 2011 incendio di un Serbatoio di oli pesanti Presso ISAB Impianti Nord.
  • Il 22 maggio 2013 Presso lo Stabilimento Isab Nord Impianto CR27 Muore un OPERATORE tecnico.
  • Il 26 febbraio 2014 Presso lo Stabilimento Isab Sud, Impianto 500 Potenza ex, Intorno alle ore 18:00, E scoppiato ONU compressore con forte boato. La Visione di alte fiammate ha allarmato Gli Abitanti dei Centri abitati Più Vicini: Priolo Gargallo, Città Giardino, Belvedere, Siracusa. ho Vigili del Fuoco Sono riusciti a Domare le fiamme. L’Impianto Ê Stato fermato; la magistratura ha Aperto un’inchiesta per Capire la Dinamica dell’esplosione.

Oggi Priolo Gargallo è un paese assai corroso dall’ elevato sconvolgimento ambientale le acque di Marina di Priolo Gargallo rappresentano un grosso rischio per la salute dei bagnanti.

Infatti da quanto costatato, la zona balneare oltre ad essere priva di vie di fuga in caso di incidenti industriali e sismici, è circondata da montagne di ceneri di pirite che ogni giorno inconsapevolmente i cittadini presenti in spiaggia respirano.

Rimane ancora senza risposte la legittima domanda che da anni i cittadini si pongono: come può un area portuale, con un incredibile via vai di petroliere, essere adibita a spiaggia balneabile e che ambisce al riconoscimento della BANDIERA BLU?